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La Cappella Sistina

Senza dubbio uno dei più grandi tesori d’arte al mondo di tutti i tempi, la Cappella Sistina costituisce la più completa teologia visiva mai prodotta dalla cultura cristiana. È situata nel Palazzo del Vaticano ed è uno degli ambienti compresi nella visita dei Musei Vaticani. Cuore del mondo cattolico e luogo nel quale si tengono il conclave e altre cerimonie ufficiali del Papa, la Cappella Sistina venne costruita tra il 1475 ed il 1481 da Giovanni de’ Dolci che seguì il progetto elaborato dall’architetto Baccio Pontelli.

La volta della Cappella Sistina

Deve il nome al suo committente, il papa Sisto IV della Rovere (1471-1484), che volle edificare un nuovo grande ambiente destinato ad accogliere le riunioni della corte papale sul luogo dove già sorgeva la “Cappella Magna”.

Ultimata nel 1481 la struttura architettonica, Papa Sisto IV volle che le pareti della Cappella fossero decorate con scene di Storie bibliche con episodi della vita di Mosè e di Cristo, e per l’occasione chiamò a lavorare famosi pittori fiorentini, come Botticelli, Ghirlandaio, Cosimo Rosselli e Signorelli, nonché umbri, quali Perugino e Pinturicchio.

Il ciclo di affreschi rappresenta una gigantesca storia spirituale dell’Umanità: dalla Creazione al Peccato, alla Redenzione, alla Fine del Mondo.

Gli stessi artisti che decorarono la cappella furono anche gli artefici degli affreschi raffiguranti i ritratti dei primi trenta pontefici posti in alto tra le finestre. Tra le opere realizzate da questi artisti spiccano: “Partenza di Mosè per l’Egitto” e “Battesimo di Cristo” del Perugino; “Punizione dei ribelli” e “Tentazioni di Cristo” di Sandro Botticelli; “Vocazione dei primi apostoli” di Domenico Ghirlandaio; e “Ultima Cena” di Cosimo Rosselli.

La Cappella Sistina è famosa in tutto il mondo per essere decorata con una delle opere d’arte più celebrate della civiltà artistica occidentale, gli affreschi di Michelangelo Buonarroti, che ricoprono la volta e la parete di fondo.

La volta, in origine, venne decorata, dal pittore Pier Matteo d’Amelia con stelle dorate su fondo azzurro e mantenne questo aspetto fino a quando l’intraprendente Giuliano della Rovere, divenuto papa con il nome di Giulio II (1503-1513), chiamò a Roma Michelangelo per una nuova decorazione pittorica.

L’opera venne realizzata a tempo di record e quasi in solitaria, dal 1508 al 1512, ed ha come tema la storia dell’umanità nel periodo che precede la venuta di Cristo. I nove episodi della Genesi rappresentati sulla volta sono idealmente divisi in tre gruppi: l’Origine dell’Universo, dell’Uomo e del Male. La pittura della parete di fondo con il “Giudizio Universale” fu realizzata invece dallo stesso artista tra il 1536 e il 1541 su commissione di Papa Paolo III Farnese (1534-1549).

La grandiosa opera si incentra intorno alla figura del Cristo, colto nell’attimo che precede quello in cui verrà emesso il verdetto del Giudizio.

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